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Sigarette elettroniche: due arresti per truffa ed evasione fiscale

sigarette elettroniche
Foto di Sarah Johnson - www.blacknote.com/blog/

Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano ha arrestato due persone che producevano illegalmente liquido per sigarette elettroniche, lo vendevano su internet e avevano eluso il Fisco per circa 700 mila euro.

I due uomini avevano messo in piedi una vera e propria filiera commerciale clandestina nella quale acquistavano nicotina liquida pura dal mercato cinese camuffando il prodotto come “essenze aromatiche” e agendo attraverso una società aperta in Slovenia.

Una volta in Italia, il liquido veniva lavorato in un laboratorio clandestino. La merce, destinata alla ricarica delle sigarette elettroniche veniva poi venduta sui social attraverso un’apposita pagina pubblicitaria dove il prezzo appariva particolarmente conveniente. Appoggiandosi al normale servizio postale, i prodotti potevano essere venduti e spediti in tutta Italia. Non esisteva il diritto di reso e gli incassi confluivano su carte di credito prepagate intestate a prestanome.

Questa indagine è stata particolarmente difficile e sorprende il modo in cui si è arrivati all’identità dei due.
Non è stato possibile a partire da internet dal momento che veniva usato un software per mascherare gli indirizzi IP che risultavano così situati all’estero.
I due dovevano però incassare i proventi usando le carte di credito.
Ecco allora la lunga analisi dei video dalle telecamere di sorveglianza degli sportelli che ha permesso prima l’identificazione e poi, seguendo i loro movimenti, di trovare anche il laboratorio clandestino in provincia di Varese.

L’attività investigativa ha poi permesso di ricostruire un giro di affari di centinaia di migliaia di euro, l”immissione sul mercato di una quantità enorme di liquidi per sigarette elettroniche e un’evasione fiscale superiore a 700mila euro.
Nel successivo sequestro sono finiti il laboratorio, le attrezzature che conteneva e altro liquido pronto per essere immesso sul mercato oltre alle carte di credito utilizzate per l’incasso.
Uno dei due denunciati è risultato persino percettore del reddito di cittadinanza, che sarà ovviamente sospeso e di cui l’uomo dovrà restituire le somme già incassate.