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Monza: in arrivo personale medico dell’Esercito

Monza

Dopo gli appelli lanciati nei giorni scorsi dall’ospedale San Gerardo e dalla Asst territoriale, a Monza sono in arrivo medici e infermieri dell’Esercito.

La città, in occasione di questa seconda ondata epidemica è sempre stata tra le province lombarde con il più alto numero di positivi dopo Milano e insieme a Varese.
Le prime 20 unità, tra medici e infermieri, prenderanno servizio a Monza mentre altri saranno assegnati alla struttura di Desio.
L’arrivo del nuovo personale sanitario militare consentirò di aprire altri 40 posti letto e darà respiro al personale attualmente impegnato nell’emergenza covid, che deve fare a meno di 380 unità, tra medici e infermieri, risultati positivi al virus.

A dare sollievo agli ospedali della zona si è aggiunto anche il trasferimento di una 90na di pazienti verso altre strutture della Regione permettendo così di passare da 504 degenze alle attuali 434 di cui 49 in terapia intensiva.

Mario Alparone, direttore generale della ASST Monza ha commentato così l’arrivo di questo aiuto a lungo invocato: “Un ringraziamento particolare va al colonnello Fabio Zullino, alla sua squadra e al Comando logistico dell’Esercito Italiano, per aver risposto prontamente al nostro appello.
Il loro aiuto non verrà utilizzato solo per surrogare una temporanea mancanza di personale ma costruiremo un nuovo modello operativo appena raggiungeremo condizioni di sicurezza. Un nuovo modello operativo di tipo ospedaliero quindi come quello costruito invece sul territorio con gli hotspot avviati per primi a Varedo, a dimostrazione di come questa Azienda stia combattendo con visione e forza questa eccezionale situazione. Un ringraziamento a tutti gli operatori sanitari per la loro incessante opera di contrasto al virus”.

Condivide questo stato d’animo anche il sindaco di Monza Dario Allevi che ha aggiunto: “[…] Mi auguro che i medici dell’Esercito possano restare a Monza fino a quando saranno ripristinate condizioni di normalità per la cura quotidiana dei nostri pazienti”.