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Commemorazione di Ramelli del 2019: le motivazione della sentenza per i 5 imputati

Ramelli
Sergio Ramelli

Sono state depositate le motivazioni con le quali il gup Manuela Cannavale ha condannato, lo scorso settembre, 5 esponenti della destra radicale, tra cui il leader di CasaPound Gianluca Iannone.

Il provvedimento, giunto al termine del rito abbreviato e con condanne tra un anno e un anno e 10 mesi, si riferisce alla commemorazione di Sergio Ramelli del 29 aprile 2019 durante la quale diverse persone avevano risposto “presente” utilizzando il saluto romano caro al movimento fascista.

Ramelli era un militante del Fronte della Gioventù morto, a soli 18 anni, il 29 aprile 1975 dopo essere stato brutalmente aggredito a colpi di chiave inglese da militanti di Avanguardia Operaia.

Nelle motivazioni si legge: “1.200 persone delle diverse realtà extraparlamentari di destra riunite in modo compatto, che insieme rispondono alla chiamata al presente e contemporaneamente alzano il braccio nel saluto romano con orgoglio ed entusiasmo, certamente creano in soggetti che si ritrovano nelle loro idee una suggestione, una forza, una evocazione del passato regime tali da rappresentare un concreto tentativo di proselitismo e, quindi, un concreto pericolo di raccogliere adesioni finalizzata alla ricostituzione di un partito fascista”.

Il testo prosegue: “il reato di ‘manifestazioni fasciste’ anche se non può configurarsi giuridicamente come istigazione a riorganizzare il partito fascista, ne rappresenta indubbiamente gli atti prodromici necessari”,

E ancora: “la chiamata al presente e il saluto romano posti in essere dalle tre realtà associative della estrema destra extraparlamentare – Casapound, Lealtà e Azione e Forza Nuova – una volta svincolati del tutto dalla commemorazione di Ramelli” avevano “il mero scopo di celebrare in modo enfatico e orgoglioso il disciolto partito fascista”.

Si precisa poi che quella commemorazione è l’unico evento dell’anno in cui si possano riunire le tre organizzazioni della destra extraparlamentare.
Il gup ha quindi rilevato: “l’esigenza di tutela delle istituzioni democratiche non è affatto erosa dal decorso del tempo proprio perché sono frequenti rigurgiti di intolleranza ai valori dialettici della democrazia”.