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Morte del reporter Rocchelli: assolto Vitalij Markiv

Rocchelli
In primo piano il reporter ucciso, nel riquadro limputato assolto - Fonte foto Corriere.it

La Corte di Assise di Milano ha tramutato in assoluzione, con provvedimento di immediata scarcerazione per non avere commesso il fatto, la sentenza del Tribunale di Pavia che aveva condannato a 24 anni di reclusione il sergente Vitalij Markiv per l’omicidio del reporter pavese Andy Rocchelli.

I fatti risalivano al 2014 quando Rocchelli e il suo interprete Andrej Mironov si trovavano in Ucraina, nella regione del Dombass, per documentare gli effetti del conflitto in corso tra i separatisti filo-russi e l’esercito ucraino sui civili. Mentre stavano lavorando erano rimasti uccisi dai colpi di mortaio sparati dai militari appostati su una collina lì vicino. Non sono mai stati chiariti i motivi dell’omicidio.

Il processo era stato caratterizzato da alcune stranezze riconducibili a vere e proprie ingerenze del governo Ucraino sui magistrati impegnati nel processo oltre a ripetute manifestazioni in difesa dell’imputato che si sono svolte in varie città italiane nel 2019 e nel 2020.
Le ingerenze avevano persino preso la forma di vere e proprie pressioni prima con l’invio di email dal Ministero della Giustizia ucraino e poi con la partecipazione del ministro dell’interno Arsen Avakov a una delle udienze.

C’erano state pressioni per utilizzare come prova un docufilm girato da quattro giornalisti – 3 italiani e un’ucraina con tanto di ringraziamento nei titoli di coda del Governo ucraino e della Guardia Nazionale mentre era stata ammessa, aspetto che era sfuggito al dibattimento di primo grado, una intercettazione telefonica acquisita dal carcere in cui si trovava Markiv in cui pronunciava la frase: ““Nel 2014 abbiamo fottuto un reporter…”.

I genitori e i legali di Rocchelli aspettano ora il deposito delle motivazioni della sentenza anche se si dicono convinti della correttezza dell’operato dei giudici pavesi e della decisione che aveva condannato Markiv.