Home Fede Si è spento Padre Sorge, il gesuita scomodo per la mafia

Si è spento Padre Sorge, il gesuita scomodo per la mafia

Sorge

Si è spento all’età di 91 anni a Milano, padre Bartolomeo Sorge, uomo di chiesa, era un gesuita, e sacerdote molto attivo nel sociale, specie nella lotta alla mafia.

Era nato sull’isola d’Elba nel 1929 da genitori di origine catanese.
Nel 1946 aveva deciso di entrare nella compagnia di Gesù per poi essere ordinato sacerdote nel 1948 dopo essersi formato tra Milano, Roma e la Spagna. Nel 1966 era entrato nella redazione della rivista dell’ordine, Civiltà Cattolica di cui era diventato direttore nel 1973. Sono gli anni in cui, dopo una collaborazione con Paolo VI, padre Sorge porta avanti l’idea dell’impegno dei cattolici anche in politica.
Nel 1985 arriva a Palermo per dirigere l’Istituto di Formazione Politica Pedro Arrupe. Sono gli anni della così detta Primavera di Palermo, quella stagione promossa da Leoluca Orlando e caratterizzata dal fiorire di iniziative politiche, sociali e culturali, e dalla nascita di associazioni e comitati cittadini per promuovere la cultura della legalità in contrasto alla mafia. Padre Sorge aderisce a questa iniziativa e per questo motivo diventa oggetto di minacce al punto da vedersi assegnare una scorta per ben 7 anni. Uno degli uomini addetto alla sua sicurezza lo lasciò per prestare servizio al giudice Borsellino morendo con lui nell’attentato del 1992.
Di quel periodo padre Sorge conservava un ricordo indelebile: “L’esperienza più drammatica e bella della mia vita apostolica è stata quando ho visto una catena umana di 3 chilometri, uomini e donne, giovani e vecchi che si davano la mano attraversando la città e dicendo ‘basta con la mafia’ dopo le stragi del 1992 [… ]”.

Dal 1997, si era trasferito a Milano, presso il Centro San Fedele, di cui era stato il responsabile fino al settembre 2004 dirigendo, nel frattempo, altre riviste ma senza mai perdere lo sguardo sulla realtà.
Con l’avvento delle nuove tecnologie aveva aperto un account su Twitter e una delle sue ultime battaglie era stata a favore dell’accoglienza agli immigrati. Un tema, questo, con il quale aveva rimediato uno scontro piuttosto acceso con Matteo Salvini.