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I dati di Assolombarda sullo stato dell’economia in Regione

Assolombarda

Assolombarda ha diffuso i dati sullo stato dell’economia in Lombardia, attraverso il booklet economico elaborato dal Centro Studi per il mese di ottobre.

Il quadro generale, analizzato attraverso la somministrazione di un sondaggio a oltre mille imprese distribuite tra Milano, Monza Brianza, Lodi e Pavia, descrive una sostanziale tenuta del sistema produttivo  che genera buona parte del PIL lombardo che, a sua volta, rappresenta un quinto di quello nazionale.
Fino all’11 settembre, ha rilevato Assolombarda, nove imprese su dieci – pari all’85% del totale – sono rimaste regolarmente aperte, l’8% ha chiuso parzialmente, e solo il 2% è stata costretta ad abbassare le saracinesche in via definitiva.

La produzione industriale, fino al mese di agosto, si è attestata sugli stessi livelli di prima della pandemia, a differenza delle flessioni registrate in Germania e Francia, mentre il dato complessivo dei primi 8 mesi del 2020 vede una flessione generale del 15,4%.
Per quanto riguarda il PIL, nello studio di Assolombarda si può leggere:
“Nelle stime più recenti di Prometeia (formulate ad ottobre 2020), il PIL italiano nel 2020 è previsto in flessione del -9,6% e per la Lombardia le previsioni sono di un più pesante -10,2%. Ma per la Lombardia il rimbalzo nel 2021 è atteso più consistente, pari al +6,9%, rispetto al +6,2% del totale nazionale.
Così, a fine 2021 la perdita cumulata di PIL dell’Italia e quella della Lombardia saranno allineate e intorno al -4%. Per quanto riguarda le nostre province, gli impatti attesi sono più differenziati, riflettendo differenti strutture e vocazioni settoriali. Grazie alla più veloce ripartenza del manifatturiero la perdita a fine 2021 sarà più contenuta per Lodi (-1,4% rispetto al 2019), Monza e Brianza (-2,4%) e anche per Pavia (-3,6%). Al contrario, Milano (-5,1%) risentirà maggiormente la più lenta risalita dei servizi (non solo alle imprese e alle persone ma anche turistici) rispetto al manifatturiero”.

Per quanto riguarda altri indicatori dello stato di salute dell’economia:
– consumi elettrici: hanno registrato una flessione del 3,6%;
– traffico di mezzi pesanti sulle tangenziali milanesi: flessione del 2% rispetto al 2019;
– traffico di veicoli leggeri e mobilità per ragioni di lavoro hanno invece subìto una flessione del 14 e del 22%;
– smart working: prima della pandemia le aziende che vi facevano ricorso erano il 28% che sono diventate il 93% nei mesi di lockdown e il 72% tra settembre e il mese corrente. Secondo Assolombarda il 59% continuerà a farlo anche in futuro a pandemia finita.
Diverso è invece, il numero dei dipendenti che lavora prevalentemente in smart working e che corrisponde al 33% del totale.