Home Città Metropolitana Cronaca Paolo Massari, accusato di stupro ha patteggiato 2 anni di carcere

Paolo Massari, accusato di stupro ha patteggiato 2 anni di carcere

Massari

Lo scorso giugno, Paolo Massari aveva stuprato una sua conoscente nel garage della sua abitazione.
Oggi, 27 ottobre, l’uomo, ex assessore all’epoca della giunta Moratti ed ex giornalista poi sospeso di Mediaset, ha patteggiato 2 anni di carcere, la pena sospesa e altrettanti anni di trattamento terapeutico come richiede il nuovo codice rosso sulla violenza alle donne.
Per tutta la durata del procedimento, Massari è sempre rimasto in libertà.

La richiesta è stata dunque accolta dal gup Tiziana Gueli che ha anche stabilito in 30mila euro il risarcimento per la vittima.
All’indomani del fatto, Massari aveva ammesso la violenza e chiesto scusa dichiarandosi, da subito, disposto a sottoporsi a cure.
Un comportamento e una pena giudicate dunque adeguate al caso anche secondo il procuratore aggiunto Maria Letizia Mannella, responsabile del dipartimento fasce deboli.

In concomitanza dei fatti, erano emersi anche altri episodi di violenza perpetrati dallo stesso Massari ma, alla fine, nessuna delle testimoni aveva poi sporto denuncia.
Sempre per presunti episodi di molestie, però, l’allora sindaco Letizia Moratti, lo aveva allontanato dai pubblici uffici benché l’imputato si fosse sempre dichiarato innocente.

Nella ricostruzione dei fatti, per la quale lo scorso settembre era stato richiesto il rito abbreviato, Massari e la sua amica si erano incontrati per un aperitivo e per parlare di lavoro. 
Massari aveva quindi chiesto alla donna, un’imprenditrice del settore fitness e sua conoscente da 30 anni, di accompagnarlo in garage a lasciare lo scooter e prendere l’auto.
Dai dettagli raccontati agli inquirenti, la violenza si sarebbe consumata proprio in questo luogo. La donna era poi fuggita in strada seminuda dove era stata soccorsa da alcuni passanti.
Massari era stato quindi arrestato. Aveva ammesso il rapporto sostenendo, però che la donna era consenziente, versione che però non aveva convinto i poliziotti.