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Comune: un ufficio per gli artisti di strada e per mappare i graffiti

graffiti

La Giunta ha approvato una delibera che autorizza la nascita di uno sportello chiamato “Arte negli spazi pubblici”.
È il tentativo di disciplinare un mondo, quello della street art, e una forma di arte, quella dei graffiti, oggetto di non poche controversie. 

Tra i compiti del nuovo ufficio, ci saranno: la mappatura di tutti i graffiti cittadini che siano autorizzati o meno e che occupano sottopassi, edifici e muri, il censimento degli artisti di strada e la richiesta delle autorizzazioni per dipingere i muri pubblici.
Sono escluse le così dette tag, le firme spesso illeggibili che pure compaiono in diverse parti della città.

L’intenzione, in alcuni casi, potrebbe anche essere quella di valorizzare, soprattutto a fini turistici, alcuni graffiti perché caratterizzano il quartiere in cui si trovano. 
“Ricordo che nel 2010 tra Comune e artisti di strada c’era una guerra in corso. I graffiti non erano riconosciuti come forma d’arte – ha sottolineato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno – Abbiamo voluto ricostruire un tessuto, riannodare un filo e rendere stabile come il Comune intende utilizzare gli spazi pubblici senza interferire nei contenuti artistici”.

Le polemiche sull’argomento non sono mai mancate, da Vittorio Sgarbi, assessore alla cultura con la giunta Moratti, che li elevava al livello della Cappella Sistina, all’assessore alla sicurezza De Corato che vede nel provvedimento un’istigazione ad “imbrattare” ulteriormente la città.

Del Corno, invece, ha sottolineato che è necessario trovare un equilibrio tra lo spirito indipendente della street art e la pacifica convivenza civile. 
Da questa necessità è nata quindi l’idea di pubblicizzare due cataloghi di muri appartenenti al patrimonio di Servizi abitativi pubblici del Comune in gestione a MM e che riguardano sia le superfici libere da vincoli di natura monumentale o paesaggistica sia le superfici soggette a vincoli.
Nel primo caso, si vorrebbe quindi coinvolgere la cittadinanza nell’approvazione di nuovi, eventuali, progetti da sottoporre ai diversi Municipi cittadini.
Un tentativo di replicare quanto fatto nel 2014, quando un’altra delibera aveva riconosciuto il valore della stretta art nella rigenerazione degli spazi urbani e si era chiesto ai gestori di ATM, MM e Amsa di concedere i loro spazi per eventuali nuove opere.