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La mostra sulla scultura nel Rinascimento italiano nata dalla collaborazione tra il Castello Sforzesco e il Louvre

scultura
Tullio Lombardo: Bacco e Arianna - Fonte foto Louvre.fr

La collaborazione tra il Castello Sforzesco di Milano e il museo del Louvre di Parigi ha portato all’apertura della mostra dal titolo “Il corpo e l’anima, da Donatello a Michelangelo. Scultura italiana del Rinascimento”.

L’iniziativa resterà nel museo parigino fino al 18 gennaio 2021 per poi trasferirsi a Milano dove resterà aperta dal 5 marzo al 6 giugno 2021.
Il progetto è frutto della collaborazione tra Marc Bormand, conservatore della scultura italiana del Museo del Louvre, Beatrice Paolozzi Strozzi, direttrice del Museo del Bargello di Firenze dal 2001 al 2014 e Francesca Tasso, conservatrice responsabile delle Raccolte Artistiche del Castello Sforzesco.
I due team avevano già collaborato in occasione delle commemorazioni per il cinquecentesimo della morte di Leonardo.

La mostra offre allo spettatore una panoramica sulla scultura e sul suo modo di tradurre la vasta gamma dei sentimenti umani. Il periodo storico di riferimento va dalla fine del Quattrocento ai primi del Cinquecento e spazia dalle città che erano il cuore dell’arte come Roma, Firenze e Venezia ai piccoli centri che hanno raccolto le novità in campo artistico per poi rielaborarle in maniera propria. Ecco allora che molte opere esposte che arrivano da chiese, piccoli paesi ed esposizione nei musei non facilmente accessibili o conosciuti.
Tra questi centri come Bologna, Siena e Padova.

Il percorso espositivo sarà articolato in tre sezioni:  
– “Il furore e la grazia”: attraverso la scultura, si cerca di tradurre la forza e l’esasperazione dei movimenti del corpo ispirandosi ai modelli antichi mettendo in gioco sia la forza e le torsioni del corpo maschile, sia la grazia del corpo femminile, soprattutto attraverso il nudo.
– “Commuovere e convincere”: questa sezione è dedicata alla sacra rappresentazione ed è influenzata dal lavoro di Donatello. Questo tema si è sviluppato soprattutto nel nord Italia tra 1450 e il 1520 nella rappresentazione della deposizione di Cristo anche conosciuta come “Compianto”. La figura più rappresentata per evocare i forti sentimenti suscitati dalla Passione è la Maria Maddalena.
– “Da Dioniso ad Apollo”: le sculture di questa sezione illustrano la ricerca di una nuova armonia e di un nuovo modo di rendere le emozioni. 
Il centro geografico di questa nuova ricerca è Roma grazie anche ai papi amanti delle arti che furono anche importanti mecenati come Giulio II e Leone X.
L’artista che meglio ha rappresentato questa novità è stato Michelangelo. Nelle sue opere si fondono, infatti, la conoscenza quasi scientifica dei corpi e della loro anatomia, e la ricerca di un ideale assoluto di bellezza.