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La scomparsa del designer Enzo Mari

Mari
Enzo Mari - Fonte foto Corriere.it

È scomparso all’età di 88 anni il designer e teorico del design Enzo Mari. Era ricoverato da tempo all’ospedale San Raffaele.

Mari era nato nel 1932 a Cerano in provincia di Novara ma si era ben presto trasferito a Milano dove aveva frequentato l’Accademia di Brera.
Negli anni cinquanta, terminati gli studi, aveva iniziato a dedicarsi al nascente design industriale sviluppando l’idea che gli oggetti prodotti non dovessero essere solo belli ma pratici e destinati alla gente comune. Tra gli oggetti prodotti in questi anni si ricordano il vassoio a forma di Putrella; le sedie, un cestino gettacarte, il calendario a parete, sedie, pentole e posate, uno spremiagrumi, un portaombrelli e un appendiabiti.
Negli stessi anni aveva aderito ai movimenti di avanguardia dei quali però non condivideva l’idea di un design fine a se stesso. Era, invece, fortemente convinto della funzione sociale della sua disciplina tanto che nei turbolenti anni settanta si era avvicinato al tema delle lotte operaie in Italia realizzando un film in collaborazione con alcuni studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.

Ha ricevuto per cinque volte – l’ultima delle quali alla carriera nel 2011 – il riconoscimento del Compasso d’Oro ed è stato docente presso il Politecnico di Milano dove ha tenuto corsi nelle facoltà di Disegno Industriale e Architettura.

Milanese da sempre, aveva deciso di donare alla città il suo immenso archivio composto da 1.500 che comprendono disegni tecnici, modellini, prototipi, lucidi, disegni, prove di stampa, manifesti, opere d’arte, fotografie, libri e cataloghi (dal 1952 al 2015). Oggi questo patrimonio è consultabile presso il Casva, il Centro di Alti Studi sulle Arti Visive.
Alcune delle sue opere si trovano nei più importanti musei di arte contemporanea del mondo tra cui Roma, Stoccolma, Amsterdam e New York.

È stato autore di diversi saggi tra cui ricordiamo l’autobiografia “25 modi di piantare un chiodo”.

Lo scorso 15 ottobre, alla presenza del ministro Franceschini era stata inaugurata una mostra a lui dedicata alla Triennale.