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Via Corelli: prima rivolta nel centro riaperto da poco

via Corelli

Il Centro per i rimpatri di via Corelli, nella periferia est di Milano, è già stato teatro di una rivolta.

Dalla sua riapertura avvenuta alla fine di settembre, ospitava 75 persone, tutte di origine tunisina che si trovavano nella struttura in attesa del rimpatrio.
La situazione all’interno della struttura era già tesa se si considerano i piccoli episodi di protesta e qualche gesto di autolesionismo. Molti degli ospiti, infatti, sono in attesa di rimpatrio.
E sarebbe stata proprio la rapidità di questo provvedimento – raggiunto in seguito agli accordi tra il nostro paese e gli stati del nord Africa – a far esplodere la violenza da parte di una trentina di persone.

Dapprima contro la struttura con materassi dati alle fiamme, distruzione di porte e finestre, rubinetti divelti e allagamento dei locali e perfino estintori svuotati. Poi qualcuno è riuscito ad arrampicarsi sui tetti e fuggire. Un paio di persone sono già state rintracciate dalla Polizia del comando di Lambrate, altre due o tre mancano tutt’ora all’appello.

La situazione ha richiesto un cospicuo impiego di agenti tra Carabinieri, Polizia e persino Esercito che alla fine contava un centinaio di persone.
Riportare la calma non è stata un’impresa facile sono state con tanto di cariche delle forze dell’ordine in assetto anti sommossa e altri tentativi di fuga poi sventati.
Il bilancio finale parla di quattro persone lievemente ferite e con contusioni tra gli ospiti della struttura di cui due sono stati trasferiti al Policlinico per ulteriori accertamenti.
Un ferito ha anche accusato problemi respiratori dopo aver inalato i fumi di un estintore.
Non si contano feriti tra gli operatori e le forze di polizia .

Durante la rivolta interna si temevano le proteste all’esterno da parte dei centri sociali, da sempre contrari alla riapertura della struttura, che non si sono verificate.

Seguiranno ora la conta dei danni che si preannunciano molto ingenti e l’identificazione dei responsabili dei disordini grazie ai filmati delle telecamere interne.