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Il Comune di Milano tra nuove assunzioni e smart working

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Al Comune di Milano, di recente, si è tenuto un tavolo di confronto con le principali sigle sindacali.

Il risultato di questa trattativa ha portato, da un lato, all’elaborazione del piano occupazionale per il biennio 2020 – 22 e dall’altro alla riorganizzazione del lavoro dei dipendenti comunali.

Piano occupazionale
Per far fronte all’esigenza di incrementare il livello tecnologico dei servizi comunali e della loro fruizione, sono previste 1.074 nuove assunzioni che saranno così ripartite: 112 nuovi insegnanti, 98 immissioni nel corpo della Polizia locale; 34 risorse destinate ai servizi socio-assistenziali; 60 risorse per il mondo della cultura milanese a supporto del sistema bibliotecario e museale; 526 assunzioni di profili amministrativi, 15 di profili informatici e 229 nei profili tecnici per implementare le esigenze di funzionamento, digitalizzazione e attuazione del programma delle opere pubbliche previsto per i prossimi due anni.

“Grazie al positivo confronto tra l’Amministrazione e le rappresentanze sindacali siamo riusciti a chiudere un accordo importante che consentirà alla macchina comunale di rispondere in maniera efficiente alle esigenze dei cittadini e delle imprese in un quadro di nuova normalità economica e sociale dettata dall’evolversi della situazione sanitaria”, questo il commento di Cristina Tajani, assessore alle Politiche per il lavoro, Attività produttive e Risorse umane del Comune.

La riorganizzazione del lavoro
L’accordo con i Sindacati prevede la possibilità di usufruire di sei giorni al mese di smart working per ogni dipendente e la creazione di una banca delle giornate mensilmente non fruite cui attingere per ulteriori giorni di lavoro da casa.
A questo provvedimento si aggiungono poi:
– la flessibilità oraria in uscita riservata ai genitori;
– l’estensione del lavoro agile, 5 giorni su 5, per tutti i dipendenti che hanno ottenuto dal medico competente la certificazione di fragilità, per beneficiari di legge 104, genitori di figli inferiori ai 14 anni a casa per Covid, personale in isolamento fiduciario e in quarantena;
– la creazione di una rete diffusa di postazioni di lavoro “di prossimità” per contenere gli spostamenti e decongestionare i trasporti pubblici.

Il Comune di Milano è stato uno dei primi a concedere la possibilità del lavoro a distanza al 100% delle posizioni considerate gestibili da remoto, che corrispondono a circa un terzo dei 15.000 dipendenti.