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Un uomo di 48 anni di Lodi adescava le ragazzine su WhatsApp per poi violentarle

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Un uomo di 48 anni è stato arrestato in provincia di Lodi con l’accusa di aver adescato e violentato tre minorenni tra il 2015 e il 2018.

L’uomo, disoccupato e incensurato viveva con gli anziani genitori e soffriva di disturbi psichici che, pare, non c’entrino con il reato.
Nulla nel suo comportamento lasciava immaginare una condotta simile tanto che, proprio per questo, era riuscito a ottenere il numero della prima vittima. In seguito, aveva poi creato il falso profilo di un’adolescente di nome Giulia su WhatsApp e con questo aveva attirato l’attenzione di altre due adolescenti. Ognuna di loro è stata soggiogata fino al punto di convincerla a recarsi a casa sua dove poi si consumava la violenza che veniva puntualmente filmata.
Per assicurarsi il silenzio delle vittime, inoltre, minacciava di fare del male ai loro genitori usando i poteri della magia nera.
Una storia che il procuratore aggiunto Letizia Mannella che ha coordinato le indagini insieme ai Carabinieri di Lodi e alla Polizia Postale ha definito “agghiacciante” e che si è protratta fino a che l’uomo non ha commesso un errore.
Ha postato la foto hard di una delle vittime su Insagram. Qui è stata riconosciuta da una compagna di classe che ha raccontato l’episodio alla maestra che, a sua volta, ha fatto partire la denuncia.

L’uomo alla fine è stato arrestato e ora si trova in carcere a Milano.
Le accuse a suo carico sono di violenza sessuale, corruzione di minore, sostituzione di persona e produzione e detenzione di materiale pedopornografico. Proprio quest’ultimo è al vaglio degli inquirenti per capire da quanto tempo durava questo sistema di adescamento.