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La scomparsa di Franco Bolelli, figura eclettica del panorama culturale milanese

Bolelli
Franco Bolelli - Fonte foto la Repubblica

Franco Bolelli, scrittore e saggista milanese si è spento all’età di settant’anni nella notte fra il 4 e il 5 ottobre dopo una lunga malattia.

Lo ha comunicato con un post su Facebook che li ritrae abbracciati la moglie Manuela Mantegazza che gli ha dedicato queste parole:
“La vita sembra scivolare bonaria tra le pieghe del tempo, crediamo di poter cancellare i dolori con un bacio, guarire le ferite con una carezza, asciugare le lacrime con un abbraccio.
Le luci e le ombre sembrano tutte al loro posto, i progetti stanno lì, i sogni sono dietro la prossima curva, i pensieri e le idee tengono insieme il tuo mondo e lo colorano, poi, all’improvviso, uno squarcio cancella quell’equilibrio fragile e il paesaggio diventa livido e angosciante, ma c’è qualcosa dentro di noi che sentiamo vivere al di là del tempo, al di là di ogni limite.
Stanotte prima che se ne andasse per sempre dal mio abbraccio gli ho detto: “aspettami” e lui ha fatto sì con la testa”.

Bolelli è stato un personaggio eclettico: era docente del Politecnico di Milano e aveva curato diverse rubriche per la Repubblica.
Aveva dato vita a diversi festival come quello dell’Amore, Frontiere, Living Simplicity, Mi030, spesso ospitati alla Triennale.
Nei suoi libri si era occupato dei temi più disparati come in “Viva tutto!” scritto insieme a Lorenzo Cherubini – Jovanotti e formato da una serie di email che i due si sono scambiati quando il cantautore stava realizzando il suo ultimo album; in “Giocate!” aveva parlato dell’attività ludica come forma mentale sia per i bambini sia per gli adulti. In un altro test dal titolo Cartesio non balla-Definitiva superiorità della cultura pop” aveva analizzato questo fenomeno per capire come il mondo connesso e globale stava cambiando le facoltà percettive, cognitive e sensoriali. In “Più mondi-Come e perché diventare globali” aveva esplorato la globalizzazione intesa come opportunità di crescita e sviluppo.
Aveva a curato i cataloghi delle installazioni milanesi del musicista inglese Brian Eno.