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Nucleo Tutela donne e minori della Polizia: il bilancio di 12 mesi di attività

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Il Nucleo Tutela donne e minori della Polizia locale ha trattato, negli ultimi 12 mesi, 345 casi riconducibili al “Codice rosso”, la corsia preferenziale per tutelare le donne vittime di violenza.

Le diverse operazioni eseguite hanno portato all’arresto di 8 persone, all’esecuzione di 21 misure cautelari e a 37 collocamenti di vittime in strutture protette.
Il nucleo è composto da 2 ufficiali, 12 agenti donna e 9 uomini e si occupa della gestione di reati che comprendono maltrattamenti in famiglia, violenze sessuali, atti persecutori – stalking, pedo-pornografia, tratta, riduzione in schiavitù e bullismo.
Questi reati colpiscono nel 62% dei casi le donne e nel 38% i minori.
Il dato che preoccupa è che spesso la violenza viene perpetrata da parte di un conoscente.
Il periodo del lockdown non ha purtroppo attenuato questo genere odioso di reati come raccontano tre storie:
– la prima era partita da una mail arrivata al Comando della Polizia in cui una ragazza denunciava di essere stata violentata. Del suo aggressore sonosceva il nickname usato sui social. La Polizia è riuscita a ricostruire la sua identità risalendo a un amico di famiglia che per anni, su incaricato dei genitori della ragazza, era andato a prenderla a scuola.
Nel corso di un interrogatorio protetto, la ragazza aveva poi denunciato altri 3 episodi di abuso.
L’uomo è stato arrestato ed è ora in attesa di giudizio.

– la seconda ha riguardato una donna di nazionalità cinese che aveva avvicinato gli agenti in strada, durante un presidio del territorio. La donna si era presentata con un taglio sulla testa e priva di calzature raccontando di essere stata picchiata dal compagno. La Polizia aveva quindi chiamato l’ambulanza e si era recata nell’appartamento della donna in cui aveva trovato e arrestato un uomo di origine tunisina.

– la terza ha visto protagonista una donna, madre di due figli minorenni, che si era allontanata da casa con la scusa di gettare la spazzatura. Intercettata da una pattuglia aveva raccontato la sua storia ed era poi riuscita a denunciare il responsabile e a trasferirsi in un luogo protetto insieme ai minori.