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Violenza di Vimercate: dopo lo sconto di pena, il ricorso della Procura Generale

vittima

Nei giorni scorsi aveva fatto discutere lo sconto di pena, legato al comportamento “disinvolto” della donna, applicato dalla Corte di appello di Milano a un uomo romeno di 63 anni che aveva picchiato e violentato la moglie.
Ora, si apprende che la Procura Generale, attraverso l’avvocato Nunzia Gatto, ha impugnato la sentenza di fronte alla Cassazione.

I fatti risalivano allo scorso anno, a Vimercate, in provincia di Monza, all’interno di una roulotte dove l’uomo viveva con la moglie di 43 anni.
Dopo l’ennesima lite, alimentata dai presunti incontri con altri uomini conosciuti su Facebook, la donna era stata prima minacciata di morte con un coltello, poi spintonata e colpita con un tavolino e a mani nude tanto da rimediare diversi lividi sul viso e sulla schiena. Per finire la violenza sessuale.
Il telefono cellulare della donna era rimasto danneggiato durante la colluttazione e solo l’intervento della figlia aveva evitato un epilogo ben più tragico. La donna era stata ricoverata a Milano con una prognosi di 30 giorni e l’uomo era stato arrestato.
Processato con rito abbreviato, era stato poi condannato a 5 anni di reclusione dal Tribunale di Monza.
Quando il giudizio è arrivato in appello, gli è stato applicato uno sconto di pena di 6 mesi.
Nelle motivazioni della richiesta si poteva leggere di “contesto familiare degradato, caratterizzato da anomalie quali le relazioni della donna con altri uomini, dall’imputato quasi favorite o comunque non ostacolate finché lei rimase incinta di un altro soggetto”.
L’accusato veniva descritto come “soggetto mite e forse esasperato dalla condotta troppo disinvolta della convivente, che aveva passivamente subìto sino a quel momento”.
Nell’impugnazione si contestano sia la diminuzione della pena che è stata applicata sia le motivazioni cui i giudici l’hanno richiesta.