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Elezioni 2020: il voto a domicilio per chi è in ospedale o in quarantena

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Referendum costituzionale: Fonte foto La Repubblica

In occasione della consultazione elettorale e referendaria prevista nei giorni del 20 e del 21 settembre, il Ministero dell’Interno ha previsto la possibilità di voto anche per chi è ricoverato in ospedale, per chi si trova in quarantena per l’esito positivo del tampone o per chi si trova in isolamento fiduciario.

I cittadini che volevano usufruire di questa modalità di voto, dovevano fornire al comune di residenza una dichiarazione con l’indirizzo e un certificato medico entro il 15 settembre.
Il Viminale aveva però concesso libertà ai Comuni di accettare richieste fino all’ultimo momento ritenuto utile.

Il compito di raccogliere il voto a domicilio è stato quindi affidato alle sezioni ospedaliere. Una scelta motivata sia dalla presenza di personale appositamente formato sia dalla necessità di garantire la sicurezza sanitaria anche nella fase dello scrutinio.
Per l’occasione, inoltre, per allargare la platea dei comuni nei quali usufruire di questa modalità di voto era stato approvato il decreto legge 103/2020 prevede la loro costituzione anche nelle strutture sanitarie con almeno 100 posti letto, derogando rispetto al limite ordinario di 200.

Per quanto riguarda le richieste, il Viminale ha comunicato che sono arrivate meno di mille le domande su 37.289 persone in isolamento domiciliare a cui andrebbero ad aggiungersi quelle in quarantena.