Home Coronavirus Come si comporteranno gli Italiani di fronte all’epidemia di influenza nel 2020?

Come si comporteranno gli Italiani di fronte all’epidemia di influenza nel 2020?

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Ogni anno Assosalute promuove un’indagine per rilevare i comportamenti degli utenti di fronte all’epidemia di influenza.

Con il rischio di sovrapposizione con i sintomi del covid-19, le risposte dell’edizione 2020 hanno mostrato dei risultati particolari.

Il 33% degli intervistati ha dichiarato di non essere in grado di distinguere tra sintomi della comune influenza e del covid.
Per quanto riguarda i timori legati al contesto attuale, invece, gli over 65 temono di non ricevere le cure adeguate nel 14.7% dei casi mentre i giovani sono più spaventati da un possibile nuovo isolamento nel 14% dei casi.

A commento di questi dati si è espresso Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell’Irccs Istituto ortopedico Galeazzi. Posto che l’unico modo di avere una diagnosi di coronavirus è sottoporsi al tampone, la comune influenza presenta quasi sempre gli stessi sintomi: insorgenza di febbre alta, dolori muscolari/articolari spesso associati a tosse, naso che cola e mal di gola.
Diverso è se compaiono sintomi come la perdita di olfatto e gusto, che sono stati ricondotti al coronavirus.
La situazione poi si complica nella diagnosi sui minori nei quali un unico sintomo respiratorio è più riconducibile a un malanno di stagione che non al coronavirus.

Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie, si è invece soffermato a commentare altri dati della ricerca.
Ha sottolineato, infatti, che mentre nel 2019 la tendenza di fronte ai sintomi influenzali era rimanere a casa e usare l’automedicazione per il 55% degli intervistati, in questo 2020 questa percentuale è scesa al 37% mentre è cresciuto il numero di coloro che si rivolgeranno da subito al proprio medico.
Cricelli ha poi messo in evidenza che da aprile, tutti i medici di medicina generale sono dotati di sistemi informativi all’avanguardia che permetteranno di arrivare velocemente a definire il quadro clinico del paziente anche a distanza.