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La scomparsa di Philippe Daverio, il divulgatore che aveva reso l’arte alla portata di tutti

Philippe Daverio
Philippe Daverio - Foto ANSA/Giorgio Benvenuti

Si è spento all’età di settant’anni Philippe Daverio, storico dell’arte e grande divulgatore delle bellezze del nostro Paese. Era ricoverato all’Istituto dei tumori dove combatteva da tempo con la malattia mantenuta nel più stretto riserbo.
Un uomo difficile da classificare in un’unica categoria giacché era stato anche docente, saggista, uomo politico in quanto assessore alla cultura del Comune di Milano dal 1993 al 1997 e personaggio televisivo con il programma Passepartout su Rai3 andato in onda per una decina di anni dal 2002 al 2012.

È stata proprio la televisione a farlo conoscere al grande pubblico quando, di fronte a una delle tante opere d’arte presenti nel nostro paese o in studio seduto dietro alla scrivania dell’accademico si presentava sfoggiando, di volta in volta, il suo immancabile e variopinto papillon.

Per paradossale che sembri, era uno storico dell’arte senza essere laureato in questa disciplina. Amava infatti ripetere che il suo amore per il bello era nato all’età di 10 anni in occasione di una visita alla Villa Imperiale di Pesaro.

Chi era Philippe Daverio

Italiano ma di origine francese era nato a Mulhouse, nella regione dell’Alsazia al confine con la Germania, nel 1949. Il suo percorso di studi lo aveva avvicinato alle discipline economiche tanto che si era iscritto alla facoltà di economia e commercio all’Universi Bocconi di Milano, senza però portare a termine il corso di laurea.
C’era qualcosa che lo attirava molto di più e questo qualcosa era l’arte tanto che nel 1975, in zona Montenapoleone, aveva aperto la prima galleria dandole il suo nome. Si occupava delle avanguardie dei primi del Novecento. Nel 1986 aveva quindi aperto anche una galleria a New York dove si era occupato, più in generale, dell’arte del XX secolo.

A questi anni risalgono diversi saggi tra i quali spiccano quelli dedicati a Giorgio De Chirico e Gino Severini. Sono poi seguiti altri lavori pubblicati quasi sempre dalla casa editrice Rizzoli.
Agli anni novanta risalgono la sua esperienza come assessore alla cultura per il Comune e le sue apparizioni televisive prima come inviato speciale della trasmissione Art’è e poi con il suo programma Passepartout, entrambe su Rai3.

Si è già detto del suo essere poliedrico nelle sue attività e quindi si possono ricordare le sue collaborazioni con riviste e quotidiani come Panorama, Vogue, Cronache di Liberal, Avvenire, Il Sole 24 Ore, National Geographic, Touring Club, L’architetto e QN Quotidiano Nazionale; la sua attività di docente di storia dell’arte presso la IULM di Milano, di storia del design presso il Politecnico di Milano e l’incarico di professore ordinario di disegno industriale presso l’Università degli Studi di Palermo.

È stato inoltre direttore del Museo del paesaggio di Verbania nonché fondatore, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, del movimento di opinione Save Italy per la salvaguardia del nostro patrimonio artistico.