Home Milano In Città Bambini Il caso nidi e materne a Milano: nessun bambino sarà escluso

Il caso nidi e materne a Milano: nessun bambino sarà escluso

Il Comune di Milano ha annunciato che dal 7 settembre prossimo tutti i bambini avranno accesso ai nidi e alle materne nel pieno rispetto delle norme sulla sicurezza. Si risolve così un vero e proprio caso che aveva avuto la sua manifestazione più eclatante nell’esclusione dal servizio di circa tremila bambini.
Dopo un tavolo di trattativa convocato con i sindacati, la Giunta ha infatti provveduto ad approvare un piano straordinario per l’infanzia che prevede l’assunzione di circa trecento operatori con contratti a tempo determinato e indeterminato. In parallelo il Comune si era impegnato nella ricerca di altri spazi per poter garantire le attività educative che, a questo punto, si svolgeranno regolarmente dalle 07:30 alle 16:30.
La scuola materna avrà così diciannove sezioni in più mentre per i nidi si sta ancora lavorando sugli spazi.
Il piano prevede, inoltre, un investimento di circa un milione di euro per la sicurezza da destinare ai dispositivi di sicurezza per il personale e alla sanificazione degli ambienti. Previsti anche i test sierologici e il triage in fase di accoglienza di nidi e materne. Resta cruciale il ruolo delle famiglie sia nel monitorare lo stato di salute dei bambini sia nel rispetto degli orari di ingresso e uscita.
Per assicurarsi che tutto funzioni in maniera ottimale, è quindi previsto che le Unità educative convochino i genitori dei nuovi iscritti per un colloquio di inserimento che avverrà qualche giorno prima della ripresa ufficiale.
La delibera ha inoltre previsto anche un contributo di circa 2,5 milioni di euro per sostenere il settore privato che ha risentito delle chiusure forzate legate al lockdown.
Al momento ne hanno fatto richiesta duecentoquarantatre strutture tra nidi, micronidi e scuole per l’infanzia. L’erogazione è prevista per dopo l’estate.
Una conclusione positiva per una vicenda che aveva creato non pochi malumori e proteste tra le famiglie dei bambini che si erano riversate sulle pagine social del Comune.