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Il FAI in lutto per la morte di Giulia Maria Crespi

Giulia Maria Crespi
Giulia Maria Crespi nel Giardino della Kolymbethra, Valle dei templi di Agrigento

Si è spenta la sua fondatrice Giulia Maria Crespi. Un comunicato stampa del FAI, Fondo per l’Ambiente Italiano, di ieri 19 luglio, ha annunciato la scomparsa di Giulia Maria Crespi sua fondatrice e presidente onorario. Aveva novantasette anni.

Una nota biografica
Giulia Maria Crespi era nata nel 1923 e faceva parte di una delle più importanti famiglie di industriali lombardi. Aveva legami di parentela con quel Benigno Crespi che ebbe l’idea di affiancare alla sua fabbrica di cotone un vero e proprio villaggio per i suoi dipendenti con tanto di abitazioni, scuole e servizi. Il villaggio di Crespi d’Adda è oggi patrimonio dell’Unesco.
Giulia Maria era stata educata in casa e tra i suoi insegnanti aveva avuto Fernanda Wittgens, la prima donna sovrintendente di Brera che, di certo, aveva rafforzato il suo gusto per l’arte e per il bello.
Ma anche per i temi ambientali tanto che alla fine degli anni cinquanta si era iscritta a Italia Nostra, un’associazione nata a Roma per la salvaguardia dei beni culturali, artistici e naturali.
Nel 1962 era entrata nella gerenza del Corriere della Sera di cui aveva favorito il rinnovamento chiamando a collaborare nomi importanti della scrittura e del giornalismo come Pier Paolo Pasolini, Goffredo Parise e Antonio Cederna che fu tra i primi a scrivere proprio di ambiente.
Nel 1967 aiutò Renato Bazzoni, conosciuto proprio grazie a Italia Nostra, ad allestire una mostra fotografica dal titolo Italia da salvare, la prima denuncia del degrado urbanistico e ambientale dell’Italia del boom.
L’esigenza di tutelare il patrimonio artistico e naturale del nostro paese la portarono così a fondare, insieme a Bazzoni, Alberto Predieri e Franco Russoli il FAI. Era il 1975 ed era nata un’associazione di privati che gestiva beni destinati alla fruizione pubblica. Il modello era il National Trust inglese, un’associazione nata a difesa del patrimonio culturale e naturale ma di carattere nazionale.
Fu lei a dotare il FAI dei 500 milioni di lire iniziali e a versare il denaro per acquistare il primo bene artistico, il Monastero romano-longobardo di Torba, Varese.
Negli anni successivi sono entrati a far parte del FAI altri beni come l’Abbazia e il borgo di San Fruttuoso, Genova, il Castello della Manta a Cuneo, Villa del Balbianello sul lago di Como e Villa Della Porta Bozzolo a Casalzuigno a Varese.
È stata poi la volta del castello di Masino, Torino, una delle più importanti regge piemontesi, che versava in uno stato di rovina e che è stato interamente restaurato dal FAI.
Negli anni novanta si sono aggiunti il Giardino della Kolymbethra ad Agrigento, in concessione dalla Regione Sicilia, e il Parco Villa Gregoriana a Tivoli.
Per avvicinare il FAI e le sue iniziative a un pubblico sempre più vasto sono quindi nate le Giornate di Primavera e altre manifestazioni di tipo culturale.
L’interesse per l’ambiente ha poi spinto Giulia Maria Crespi, nella seconda parte della sua lunga vita, a interessarsi sempre di più di agricoltura tanto da introdurre in Italia le prime coltivazioni biodinamiche nella sua grande azienda della Zelata sulle rive del Ticino.
È stata quindi tra i fondatori dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica.
Dal 2010 era presidente onorario del Fai.