Home Politica Regione: “Riapertura basandosi su quattro D”. Ma è scontro con il governo

Regione: “Riapertura basandosi su quattro D”. Ma è scontro con il governo

Distanza, dispositivi, digitalizzazione e diagnosi. Si baserà su queste quattro “D” l’idea di Regione Lombardia per provare a ripartire dopo l’emergenza coronavirus.

“La Lombardia guarda avanti a una ‘nuova normalità‘ facendo tesoro delle importanti lezioni apprese da questa pandemia. È globale. Il sistema sanitario ha dato una riposta eccezionale ma va ripensato – dice l’assessore regionale al Bilancio, Finanza e Semplificazione, Davide Caparini in diretta Facebook – Abbiamo imparato che con i nostri comportamenti possiamo controllare la diffusione del virus. E ciò che facciamo oggi ha ripercussioni importanti per domani. La Lombardia chiederà al Governo di dare il via libera alle attività produttive nel rispetto delle ‘quattro D’: Distanza (un metro di sicurezza tra le persone), Dispositivi (ovvero obbligo di mascherina per tutti), Digitalizzazione (obbligo di ‘smart working’ per le attività che lo possono prevedere) e Diagnosi (dal 21 aprile inizieranno i test sierologici grazie agli studi in collaborazione con il San Matteo di Pavia)”.

Il governo, per voce del viceministro allo Sviluppo economico, Stefano Buffagni, ha però risposto in maniera negativa alle asserzioni dell’assessore. “La richiesta della Regione Lombardia di avere il via libera alle attività produttive a partire dal 4 maggio è un errore. Da sempre il governatore lombardo Attilio Fontana ha sostenuto una linea rigorosa e fortemente restrittiva e invece oggi, sorprendentemente, decide, non si comprende sulla base di quali dati, di aprire. Andare in ordine sparso rischia di alimentare confusione nei cittadini e nelle imprese che invece esigono chiarezza”.

Il presidente regionale Attilio Fontana ha poi chiarito ieri sera: “Noi non ci permettiamo di parlare di attività produttive, che sono competenza del Governo centrale. Noi parliamo di graduale ripresa delle attività ordinarie che sarà concordata con il Governo. Credo che sia giusto iniziare a pensare come attrezzarsi per convivere con questo virus. Non possiamo restare chiusi”, ha detto a Stasera Italia.