Home Fumetti Vacanze virtuali al tempo del coronavirus: andiamo al Centro Belga del Fumetto

Vacanze virtuali al tempo del coronavirus: andiamo al Centro Belga del Fumetto

In questo periodo drammatico, con la quarantena forzata per gran parte della popolazione, chiusi in casa siamo tutti alla ricerca di distrazioni e di espedienti per impiegare il tanto tempo che si è liberato. Voglio dunque offrirvi un tour virtuale presso un gioiello per gli appassionati di fumetti:
Il Centro Belga del Fumetto.

L’edificio, che oggi ospita il Centro, è in stile Art Nouveau. Progettato nel 1905 da Victor Horta fu per anni sede dei grandi magazzini Waucquez. Dopo la chiusura negli anni settanta, un lungo periodo di abbandono e degli interventi per salvaguardarlo dalla demolizione, da un gruppo di artisti nacque l’idea di trasformare l’edificio in un museo sulla storia del fumetto Belga. L’inaugurazione avvenne il 6 ottobre 1989.
I colori “polverosi” e la grande quantità di luce, due caratteristiche tipiche dell’ Art Nouveau, mettono in risalto le forme tondeggianti e i toni accesi delle installazioni.

Fumetti belga nel mondo

Si è soliti parlare di fumetto Franco-Belga, vista la similarità negli stili e la lingua in comune (almeno in parte del territorio). Va però riconosciuto a questo piccolo Stato centroeuropeo la paternità di alcuni tra i fumetti più famosi e popolari del mondo, gran parte dei quali hanno avuto il loro trampolino di lancio tramite la rivista Spirou.

Lucky Luke a cavallo del suo fido destriero Jolly Jumper. Il pistolero “più veloce della propria ombra”, è tra i più popolari prodotti dell’industria fumettistica Belga.
Un altro famosissimo personaggio Belga è, senza alcun dubbio, Tin Tin. Questa pietra miliare del fumetto è diventata negli ultimi anni un vero e proprio brand mondiale, grazie anche al film del 2011 diretto da Steven Spielberg.
Il professor Tryphon Tournesol, il capitano Archibald Haddock e il cane Milou.
Il razzo utilizzato da Tin Tin e i suoi compagni nella storia Obiettivo Luna, diciannove anni prima della missione Apollo 11.
I puffi (Les Schtroumpfs in francese). Nati dalla penna del fumettista Anglo-Belga Pierre “Peyo” Culliford, questi piccoli esserini blu hanno conquistato tutto il mondo. A 61 anni anni dalla loro prima pubblicazione la loro fama non accenna a diminuire.
Da ricordare il saggio di Umberto Eco “Schtroumpf und Drang“, dedicato alla semantica della loro lingua.

Passatempo e acquisti

Come ogni museo che si rispetti, il Centro possiede un negozio ben fornito dove trovare fumetti e gadget di ogni tipo. Il suo fiore all’occhiello è però la biblioteca, contenente oltre trentamila volumi in diverse lingue.

il negozio
La biblioteca

In attesa di poter tornare a visitarlo di persona, un saluto a tutti.