Home Lavoro Milano Monza Brianza Lodi: quasi 40mila ingressi nel lavoro a febbraio

Milano Monza Brianza Lodi: quasi 40mila ingressi nel lavoro a febbraio

lavoro

Secondo le assunzioni nelle imprese col sistema informativo Excelsior a febbraio, a Milano nel mese di febbraio sono 32.340 i contratti per l’ingresso nelle imprese, il 47% del totale lombardo che è di 68.700 e il 10% di quello italiano (320.420). Prima dunque del dilagare del coronavirus i numeri davano ancora una zona economica in ottima salute. A Monza e Brianza sono stati 4.290, a Lodi 910. Dati che emergono da un’elaborazione sull’ultimo mese disponibile, febbraio 2020 appunto, della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Sistema Informativo Excelsior, con gli ingressi programmati dalle imprese realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL e su dati registro delle imprese.

Milano prima in Italia per numero di entrate precede Roma che ne conta 28.820, Torino con 14.450 e Napoli con 13.250. Vengono poi Brescia (8.370), Bari (7.460) e Firenze (7.030).

Ha dichiarato Alvise Biffi, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e responsabile del Tavolo Giovani https://tavologiovani.it/: “Il lavoro è centrale per la nostra economia e Milano continua ad avere un ruolo di traino nel Paese. Importante la forte richiesta di laureati in un contesto di imprese smart e innovative. Con il Tavolo Giovani della Camera di commercio promuoviamo in particolare l’affermazione delle giovani imprese, spesso nei settori più avanzati. Il coronavirus ha dato una battuta d’arresto in questi giorni  ai processi di collaborazione e per chi è entrato in questo mese c’è un rallentamento nel processo di inserimento. Con la forte azione attivata nell’emergenza, speriamo di avere presto risultati positivi, a vantaggio prima di tutto della salute e di poter tornare alla normalità con un contenimento delle perdite per le imprese”.

Milano, per il mese di febbraio 2020, circa 32.320 entrate; nella regione 68.700 e complessivamente in Italia circa 320.000, nel 46% dei casi le entrate sono stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 54%  a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita); le entrate si concentrano per l’81% nel settore dei servizi e per il 51% nelle imprese con 50 o più dipendenti; il 31% è destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota superiore alla media nazionale (20%); in 26 casi su 100 le imprese hanno difficoltà a trovare i profili desiderati; per una quota pari al 31% interessano giovani con meno di 30 anni; il 23% delle entrate previste è destinato a personale laureato; le tre figure professionali più richieste concentrano il 26% delle entrate complessive previste; le imprese che assumono sono pari al 19% del totale

Monza e Brianza, per il mese di febbraio 2020. Per una quota pari al 31% interessano giovani con meno di 30 anni; il 24% destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota superiore alla media nazionale (20%);  in 39 casi su 100 le imprese hanno difficoltà a trovare i profili desiderati; circa 4.290 le entrate; nella regione 68.700 e complessivamente in Italia circa 320.000; nel 40% dei casi entrate stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 60% a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita); si concentrano per il 70% nel settore dei servizi e per il 61% nelle imprese con meno di 50 dipendenti; per una quota pari al 68% delle entrate viene richiesta esperienza professionale specifica o nello stesso settore; le imprese che  assumono sono pari al 14% del totale

Lodi, per il mese di febbraio 2020, per una quota pari al 35% interessano giovani con meno di 30 anni; di cui: il 17% destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota inferiore alla media nazionale (20%); in 32 casi su 100 le imprese prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati; programmate circa 910 entrate; nella regione 68.700 e complessivamente in Italia circa 320.000; nel 38% dei casi le entrate sono stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 62%  a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita); le entrate si concentrano per il 66% nel settore dei servizi e per il 59% nelle imprese con meno di 50 dipendenti; per una quota pari al 63% delle entrate viene richiesta esperienza professionale specifica o nello stesso settore; le imprese che assumono sono pari al 15% del totale.