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Anna Maria Maiolino con Aqui e Agora e Ana Mendieta con Source @ Galleria Raffaella Cortese

Anna Maria Maiolino - João & Maria
Anna Maria Maiolino - João & Maria

Dal 3 dicembre 2019 all’8 febbraio 2020 Galleria Raffaella Cortese presenta le mostre personali delle due artiste Anna Maria Maiolino e Ana Mendieta.

Aqui e Agora, terza mostra personale della poliedrica Anna Maria Maiolino, comprende lavori fotografici, scultorei e video: protagonista è il linguaggio visivo inconfondibile che l’artista ha utilizzato nel corso della sua attività come forma di interpretazione dell’immaginario femminile e in risposta alla dittatura e censura del Brasile degli anni ’70 e ’80.

Nella mostra si mescolano passato e presente, bianco e nero, politica ed estetica: la poesia dell’arte si mescola con l’incisività dell’azione politica, in un tripudio di linguaggi visivi differenti che alludono alla libertà di espressione. 

Tra le opere fotografiche spiccano gli scatti di Aos Poucos (Little by Little), 1976, che testimoniano le azioni politiche di Maiolino in opposizione al regime dittatoriale e militare brasiliano, una resistenza che spesso impiega la sua fisicità. 

La serie Corpo/Paisagem (Body/Landscape) del 2018, invece, segna un passaggio dall’uso politico del proprio corpo ad uno più intimo e riservato: le parti del corpo diventano regioni di un territorio da esplorare. Il corpo dell’artista è nel mondo, ma al tempo stesso un mondo a sé stante. 

Ad accompagnare le opere di matrice visiva, si diffonde nello spazio la traccia del video Sotto Voce (2016), dove Anna Maria Maiolino legge una poesia in portoghese mentre le sue parole vengono tradotte in inglese sullo schermo. 

Gli spettatori della mostra sono invitati a immergersi nell’universo di significati creato dall’artista e del suo vocabolario intimo e inconfondibile. 

Diversa l’arte di Ana Mendieta, che ha creato una commistione tra la pittura e la produzione di film e fotografie per indagare temi fondamentali come quelli della nascita e della maternità. In Source sono presenti opere che illustrano la transizione di Mendieta dall’uso del corpo umano nelle sue prime azioni alla sostituzione del corpo con la terra e la natura nei lavori successivi. 

I film di Mendieta, che hanno attirato l’attenzione di un vasto pubblico, sono opere d’arte vere e proprie e non una semplice documentazione delle sue performance sul rapporto tra il paesaggio e il corpo femminile, che pure costituiscono una parte importante dei 104 film che l’artista ha realizzato tra  il 1971 e il 198.

La mostra include una selezione di film dell’artista, due dei quali sono esposti per la prima volta in Italia. Mirage (1974) mostra il riflesso di Mendieta in uno specchio incorniciato appoggiato a un albero, dove l’artista abbraccia una grande pancia piena di piume. Mendieta, esule dal suo paese natale di Cuba, si sentiva come se fosse stata espulsa dal grembo materno: “La mia arte è il modo in cui ristabilisco i legami che mi uniscono all’Universo. È un ritorno alla fonte materna”, affermava l’artista nel 1983). 

Poi è la volta di Source (1975), che torna sui temi della nascita e della maternità mostrando sequenze ravvicinate di un seno femminile, che viene continuamente manipolato mentre diventa fonte di latte, di nutrimento primario. Tramite una tonalità di blu aggiunta in post-produzione, l’artista dimostra la sua attitudine alla sperimentazione. 

Una mostra necessaria che incrocia le riflessioni di due artiste fondamentali sui temi del femminile, del corpo e dello spazio. 

Per orari e prenotazioni: https://raffaellacortese.com/