Home Cronaca Omicidio Macchi, riaperta l’istruttoria del secondo grado

Omicidio Macchi, riaperta l’istruttoria del secondo grado

Nella foto d'archivio, Lidia Macchi, la studentessa scomparsa e poi trovata morta, Varese, 7 gennaio 1987. Ansa/Olpix

E’ stata riaperta la fase istruttoria del processo di secondo grado che vede implicato Stefano Binda, 51 anni, condannato all’ergastolo in primo grado per l’omicidio di Lidia Macchi avvenuto nel 1987. Gli avvocati della difesa avevano chiesto di ascoltare Piergiorgio Vittorini, avvocato penalista che ha asserito di conoscere l’autore della lettera scritta ai familiari il giorno dopo il delitto dal presunto omicida, insieme a due consulenti grafologici.

Richiesta accolta: nell’udienza del prossimo 18 luglio verrà ascoltato lo stesso Vittorini, a cui si è rivolto un uomo che ha dichiarato di essere il vero autore di quella lettera, secondo ai giudici di secondo grado scritta da Binda. Il penalista si è avvalso del segreto professionale, ma la difesa del condannato ha chiesto che lo stesso venga rotto per arrivare a scoprire chi è stato a rivolgersi a Vittorini.