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Tangenti in Lombardia, Patimo resta in carcere

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L’imprenditore Luigi Patimo deve restare in carcere. Il manager, arrestato per finanziamento illecito e corruzione nell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia riguardante un presunto giro di tangenti nel mondo della politica e dell’imprenditoria (con 43 arresti e un centinaio di persone indagate), aveva presentato un’istanza di scarcerazione ma il giudice per le indagini preliminari, Raffaella Mascarino, ha respinto la richiesta.

Insieme a Patimo sono stati arrestati anche due esponenti del centrodestra, Fabio Altitonante, oggi ai domiciliari, e Pietro TAtarella, accusato di associazione per delinquere. Il primo ha rinunciato alla medesima richiesta fatta da Patimo proprio nel giorno dell’udienza fissata per discutere della misura restrittiva, mentre Altitonante ha fatto richiesta per uscire dal carcere ma ha trovato parere sfavorevole da parte del Tribunale del Riesame. In carcere anche l’imprenditore Daniele D’Alfonso, al quale viene imputato anche il favoreggiamento della ‘ndrangheta.