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La Locomotiva di Momo non vuole fermarsi

La Locomotiva di Momo. Milano.

Nei giorni scorsi la vicenda dell’asilo milanese la Locomotiva di Momo è stata ripresa e rilanciata più volte per via della delicata questione che la caratterizza. L’asilo in questione dovrà infatti traslocare in seguito ad una decisione del tribunale che ha raccolto la protesta e la denuncia di un gruppo di condomini dello stabile in via Anfossi nel quale la scuola la Locomotiva di Momo risiede. Gli inquilini protestano per il rumore e il disagio che le attività dell’asilo arrecherebbero. Educatori e genitori si difendono ribadendo che l’asilo rispetta tutte le regole e i regolamenti e l’avversione degli condomini si basa solo su pregiudizi, comparando forzatamente le loro attività con quelle di una scuola di musica e di ballo. 

Ora la Locomotiva di Momo ha diffuso la storia di questa vicenda dal proprio punto di vista, nella speranza di fare chiarezza, che di seguito pubblichiamo:

La Locomotiva di Momo non è situata al primo piano ma si trova al piano rialzato dello stabile con ingresso separato. La struttura è completamente insonorizzata ed è perfettamente in regola con tutte le normative vigenti e verificate: certificazioneAgenzia Regionale Protezione Ambientale (ARPA), Comune di Milano, ASL, Vigili del Fuoco ecc.

La causa, che verte sul regolamento condominiale, non è tra l’asilo e il condominio ma fra quest’ultimo e la proprietaria dei locali, Locomotiva di Momo è stata chiamata successivamente solo come terza parte. La sentenza di primo grado emessa nel 2015 era basata su un cambio di destinazione d’uso da ufficio ad asilo ed è stata persa per una valutazione chiaramente errata, in realtà nessun cambio di destinazione è mai avvenuto in quanto gli asili appartengono alla stessa categoria catastale degli uffici come nel caso della Locomotiva di Momo che comunque ha ottenuto la sospensione del provvedimento di chiusura.

La sentenza di secondo grado del luglio 2018 che ha equiparato il nido ad una scuola di musica, canto e ballo non deriva da accertamenti fatti dal giudice sulle attività della Locomotiva di Momo ma esprime un’opinione generica riguardo alla vita dei bambini in tutti gli asili, un pensiero dogmatico che afferma che se in un asilo si canta e si balla si procura automaticamente fastidio nonostante il pieno rispetto delle normative vigenti. Se dovesse passare questa interpretazione in un prossimo futuro molti asili potrebbero essere chiusi con gravi conseguenze sociali.

Va ricordato che oltre il 90% nidi d’infanzia, soprattutto nelle grandi città, è situato presso un condominio e, nella quasi totalità dei casi, i regolamenti condominiali impediscono l’esercizio di attività come scuole di canto e ballo. A nostro parere un servizio di utilità pubblica e educazione, quando è conforme alle normative, non può e non deve essere soggetto a pregiudizi.