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I giardini di piazza Tricolore intitolati allo scrittore Luigi Santucci

Alla presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno, si è svolta ieri la cerimonia con la quale i giardini di piazza del Tricolore sono stati intitolati a Luigi Santucci.

Del Corno ha ricordato la figura dello scrittore milanese, del quale ricorre quest’anno il centenario della nascita e considerato dalla critica tra i più importanti romanzieri italiani della seconda metà del 900. I suoi libri più noti e acclamati sono stati Il Velocifero (1963) e Orfeo in Paradiso (1967, premio Campiello), entrambi pubblicati da Mondadori. Romanzi le cui vicende si svolgo proprio nelle vie attorno a piazza del Tricolore, la zona di Milano dove egli ha vissuto.

Ma Santucci fu anche commediografo e poeta, scrittore dalla produzione varia e instancabile. E non va dimenticato il suo antifascismo, che lo portò prima a lasciare l’Italia per rientrarvi clandestinamente dopo poco per partecipare attivamente alla Resistenza, come partigiano in Val Cannobina.

Nel suo ultimo libro Traguardo di un anima (1999), affermava:
Se dovessi sintetizzare in una formula, in un’espressione il mio essere stato scrittore, credo che sarebbe questa: che scrivo per lodare. […] Io ho lodato, ho cercato di applaudire, di risuscitare nella lode, quante più cose ho potuto. […] La lode, sì, come messaggio, come linguaggio, se non per salvare il mondo (per guarirlo ci vuole altro!), per aiutarlo, perché recuperi una qualche stima, una qualche fiducia in se stesso; perché esca dall’autodisprezzo, dalla disperazione, e ritrovi l’amabilità.[…] Perché senza un certo entusiasmo nei nostri confronti è poi quasi impossibile amare gli altri, si va a rischio al contrario d’infiltrare negli altri i nostri squilibri, il nostro scetticismo o addirittura pessimismo sull’umanità. […] E tutto quello che ho avuto l’ho davvero goduto, grazie penso alla mia natura di poeta, l’ho goduto (questo è molto importante) con consapevolezza.