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Wow, la gita al Museo

Il treno, stranamente in orario, arriva alla stazione di Lambrate alle 13 e 27. Mentre esco dalla carrozza e dal suo caldo stantio, l’aria fresca e frizzante di fine novembre mi risveglia il corpo e la mente intorpiditi dal viaggio. La prima tappa della mia giornata si trova a pochi metri dalla stazione: mangiare da Pizza Mundial è diventata per me un’abitudine durante le innumerevoli ore trascorse in attesa delle più disparate coincidenze, due tranci di pizza e una bibita zuccherata mi riempiono di energia per affrontare la giornata.

La mia meta non aprirà prima delle tre di pomeriggio, decido quindi di passeggiare senza fretta in direzione Città Studi godendomi il bel tempo, mi perdo tra le vie ritrovandomi poco dopo in piazza Leonardo Da Vinci, nel viavai di universitari ripenso con nostalgia al mio periodo da studente, una vita che ora mi appare più semplice e spensierata. Tornato sui miei passi, mi fermo per un caffè lungo viale Romagna e ascolto divertito il signore nel tavolo a fianco che commenta il giornale ad alta voce, mostrandolo ai passanti. Raggiunto il civico 12 di viale Campania vengo accolto da una statua del Biscione Araldico, simbolo della città di Milano, passeggio nel giardino Oreste Del Buono fino a che il campanile non batte tre rintocchi e si aprono le porte di WOW Spazio Fumetto, posso cominciare la mia visita.

Vengo accolto da uno staff cordiale e socievole in un ambiente pensato per essere in egual misura padiglione espositivo, biblioteca e fumetteria; di fronte alle mie richieste gli impiegati si dimostrano anche estremamente competenti. Trascorro un paio d’ore leggendo fumetti presi dalla loro collezione accerchiato da gigantografie e statue di alcuni tra i più famosi fumetti del mondo, il tempo mi sembra volare tanto che, con profonda tristezza, mi vedo costretto ad interrompere le letture per proseguire la mia visita. Il piano superiore dell’edificio è destinato alle mostre temporanee, fino al 13 gennaio si può ammirare Corriere dei Piccoli, 110 anni del fumetto in Italia: decine di giornali d’epoca, tavole originali, materiale multimediale, oggetti in esposizione e pannelli didascalici mi permettono di comprendere l’evoluzione di una pubblicazione che ha fatto la storia del fumetto in Italia.

Dopo aver salutato e ringraziato i dipendenti come se fossero vecchi amici, esco sotto un cielo ormai buio e, tornando verso la stazione, i panettoni nelle vetrine illuminate mi ricordano che natale si avvicina. La mia gita si conclude ma io non vedo l’ora di ritornare al museo.