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Sentieri di Celluloide: Teorema

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Sentieri di Celluloide

– Milano nel cinema –

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“TEOREMA”

In una società dove tutto è proibito, si può fare tutto: in una società dove è permesso qualcosa, si può fare solo quel qualcosa.

(Pier Paolo Pasolini)

pasolini

Pier Paolo Pasolini, considerato tra i maggiori artisti e intellettuali del XX secolo, affermandosi all’attenzione mondiale come poeta, scrittore, regista, sceneggiatore e drammaturgo, attento osservatore dei cambiamenti della società italiana nonchè figura a tratti controversa, suscitò spesso forti polemiche e accesi dibattiti per la radicalità dei suoi giudizi nei confronti delle abitudini borghesi e della nascente società dei consumi.

L’Italia è un paese che diventa sempre più stupido e ignorante. Vi si coltivano retoriche sempre più insopportabili. Non c’è del resto conformismo peggiore di quello di sinistra soprattutto naturalmente quando viene fatto proprio anche dalla destra.

(Pier Paolo Pasolini).

Nel 1968, la filmografia di Pier Paolo Pasolini si arricchisce del titolo più “sessantottino” del cinema italiano.  In “Teorema”, il nuovo Messia pasoliniano non è figlio di Dio, come proposto dalla Chiesa Cattolica: quindi come essere umano buono è superiore, svincolato dalla dissacrazione della carne, dispensa del suo amor proprio attraverso la carne a tutti quelli che lo cercano e si innamorano di lui. Come l’angelo caduto dal cielo, un giovane misterioso individuo si insinua nella vita di una ricca famiglia borghese seminando ambiguità e si concretizza sessualmente con tutti i membri della famiglia in profonda crisi d’identità. Un’opera posseduta da un fascino esoterico, abile ad attirare lo spettatore nel vortice del buco nero narrativo, in cui si trova perduto nel vuoto-pieno  di cui è colmo. L’intesa sessuale e intellettuale nel descrivere i rapporti sublimi, sono al centro di una messinscena affascinante, inquietante e misteriosa che lascia il segno nel cinema internazionale.

Ho passato la vita a odiare i vecchi borghesi moralisti e adesso, precocemente, devo odiare anche i loro figli. La borghesia si schiera sulle barricate contro se stessa, i figli di papà si rivoltano contro i papà.

La meta degli studenti non è più rivoluzione ma la guerra civile. Sono dei borghesi e rimasti tali e quali come i loro padri, hanno un senso legalitario della vita, sono profondamente conformisti.

Per noi, nati con l’idea della rivoluzione, sarebbe dignitoso rimanere attaccati a questo ideale.

(Pier Paolo Pasolini)

Il film, prodotto da Franco Rossellini, Manolo Bolognini e Donato Leoni, quest’ultimo amministratore unico della “Aetos film“, interpretato da Terence Stamp, Silvana Mangano, Massimo Girotti, Anne Wiazemsky, Laura Betti e Ninetto Davoli, fu sequestrato per ordine della Procura della Repubblica di Roma:

“Per oscenità e per le diverse scene di amplessi carnali, alcune delle quali particolarmente lascive, e per i rapporti omosessuali tra un ospite è un membro della famiglia che lo ospitava”.

Il processo contro Pasolini e il produttore Donato Leoni fu trasferito per competenza territoriale a Venezia, luogo dove si era svolta l’anteprima cinematografica. Il pubblico ministero chiese la reclusione di 6 mesi ad entrambi gli imputati e la distruzione integrale della pellicola. Il 23 novembre 1968, il Tribunale di Venezia, assolve Pasolini e Leoni dall’accusa di oscenità annullando il bando del film:

“Lo sconvolgimento che “Teorema” provoca non è affatto di tipo sessuale, essenzialmente ideologico e mistico. Trattandosi incontestabilmente di un’opera d’arte, “Teorema”, non può essere sospettato di oscenità”.

La colonna  sonora firmata da Ennio Morricone, accompagna lo spettatore in una Milano fotografata in modo perfetto nei luoghi in cui si sviluppa il teorema pasoliniano: l’imponente villa con parco residenza della ricca famiglia è quella di via Palatino, zona San Siro, ancora oggi esistente e ben conservata. La fabbrica di proprietà del capofamiglia è quella dell’Industria Innocenti, in via Pellitteri, attualmente demolita.

L’istituto scolastico che frequenta il giovane rampollo di famiglia è il liceo ginnasio Giuseppe Parini, in via Goito. Il luogo dove il giovane figlio dell’industriale si incontra con la fidanzata è all’interno del giardino della Guastalla in via Santa Barbara. La moglie, successivamente alla partenza dell’ospite, alla ricerca di giovani ragazzi da adescare, inizia il suo percorso in auto (una Mini Innocenti) da via Palatino, proseguendo lungo via Rospigliosi fino a Piazzale Segesta, per poi ritrovarsi in Piazzale Giovanni dalle Bande Nere, terminando in Corso XXII Marzo a lato di Largo Marinai d’italia.

Il sogno di Pier Paolo Pasolini, di tornare a girare a Milano era quello di portare sul grande schermo una storia legata al successo musicale di: “Il ragazzo della via Gluck“, di Adriano Celentano, ma qualcosa andò storto tra il regista ed il cantante.

 

Ma questa è un’altra storia…

“A ben Arrivederci”

Joe Denti