Home Milano In Città Arte e cultura Nähern, l’astrazione minimale di Silvia Bächli

Nähern, l’astrazione minimale di Silvia Bächli

Silvia Bachli in un suo allestimento passato

Il primo anno di collaborazione tra l’artista e la Galleria Raffaella Cortese è stato il 2013, da oggi verrà esposta la terza personale dell’artista svizzera.
“Attiva sin dagli anni ‘80, ha dedicato la sua ricerca allo sviluppo del disegno in bilico tra astrazione e accenni di figurazione, tra narrazione e azione. Un lessico di linee, griglie, movimenti in continua evoluzione caratterizza la sua produzione inconfondibile, un’indagine costante ma in perenne mutamento. La genesi è da rintracciarsi nella realtà, nella quotidianità, nell’accidentale: una regione invisibile di emozioni e impressioni chevengono formalizzate in un linguaggio intrinsecamente legato al medium.

Uno stile immediato e minimale che dà voce ad un codice di segni, forme, spazi, caratterizzato da sintesi, controllo del gesto, equilibrio misurato, pur conservando sempre qualcosa di incompiuto. La presenza dell’artista si avvertenella diversa pressione della pennellata, negli arresti, nella densità e nelle sfumature dei toni di gouache. I limiti del suo agire sul foglio corrispondono alla dimensione corporale mentre nella composizione come nelle pause siriconosce un’assonanza con la musica: Nella musica, il silenzio è importante tanto quanto le note suonate”. (Silvia Bächli,2018, 2018).
I lavori esposti nella galleria di Milano testimoniamo la ricerca del continuo progresso: “Sono sempre meno interessata a storie narrative con un inizio e una fine. L’effimero tra le storie e il tono stanno diventando più importanti per me, con tutte le loro lacune, tutto ciò che è non detto, le allusioni, le pause… Le storie che non possono essere addomesticate dalle parole. Storie che nascono dalle linee che si intersecano o scorrono vicine senza mai incontrarsi. Storie che nascono dagli spazivuoti delle griglie non simmetriche ma incisive. Disegni che non rappresentano ma suggeriscono: E ci sono statiper i quali non abbiamo parole ma che possono ancora diventare un’immagine”. (Silvia Bächli, 2018)

L’artista originaria della Svizzera vive e lavora a Basilea. I suoi lavori sono stati esposti recentemente a: Art Basel | Parcours (2018), Basilea; Musée Barbier-Müller, Ginevra (2018); Kunstmuseum Basel, Basilea (2018); Centre Culturel Suisse, Parigi (2017); Frac Franche-Comté, Besançon (2015); Staatliche Graphische Sammlung, Pinakothek der Moderne, Monaco (2014); Kunstmuseum St. Gallen, St. Gallen (2012); Centre Pompidou, Parigi (2007); Museo Serralves, Porto (2007); Mamco, Ginevra (2006); Le Musée d’Art moderne et contemporain de Strasbourg, Strasburgo (2002). Nel 2009 ha rappresentato la Svizzera alla 53° Biennale di Venezia.