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Eni, nuova inchiesta per illeciti in Africa

Un nuovo scandalo coinvolte Eni in Africa. Dopo le accuse alla compagnia energetica riguardanti le presunte attività illecite in Algeria e Nigeria, la Procura di Milano ha acceso i riflettori anche su quanto accaduto in Congo, dove secondo i pm sarebbe stato messo in atto un tentativo di corruzione internazionale presso pubblici ufficiali stranieri da parte di alcuni top manager proprio di Eni. I dati emergerebbero, secondo quanto pubblicato dal Corriere della Sera, da alcune perquisizioni della Guardia di Finanza a Milano, Roma e Montecarlo.

Secondo tali documenti una delle società congolesi che hanno beneficiato della partnership con Eni era composta da pubblici ufficiali congolesi con un ruolo di soci occulti. Avrebbero in questo modo percepito l’equivalente di una tangente, che avrebbe poi avvantaggiato l’attuale capo delle attività di esplorazione e produzione di Eni, Robeto Casula. A quest’ultimo sarebbe riconducibile la società World Natural Resources, a cui la società congolese AOGC ha ceduto il 23% dei diritti di esplorazione su territorio congolese. Nella vicenda sarebbero coinvolti anche un dirigente nigeriano di Agip, Ernest Olufemi Akinmade, e una dirigente Eni a Roma, Maria Paduano, che avrebbero agito come tramite.