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Sentieri di Celluloide : Un uomo d’acqua dolce

Rubrica a cura di Joe Denti - Narratore della storia del cinema

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Sentieri di Celluloide

– Milano nel cinema –

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“UN UOMO D’ACQUA DOLCE”

UN UOMO D'ACQUA DOLCE

E’ difficile apprezzare Alessandro Manzoni se si è un giovane d’oggi, ma non si può pretendere di essere un giovane d’oggi se si è Alessandro Manzoni.

( Antonio Albanese )

“La televisione vive di cinema ma il cinema muore di televisione”. La frase pronunciata da Dino Risi, maestro del cinema italiano, tra i più grandi registi di commedie all’italiana, si specchia con la crisi creativa e produttiva del nostro cinema agli inizi degli anni 90.

Le stagioni 1992-1993 e 1993-1994 segnano il minimo storico dei film realizzati e nel numero di spettatori presenti in sala. La causa di questo abbassamento produttivo convalida la definitiva affermazione della televisione come mezzo di intrattenimento privilegiato penalizzando in modo particolare la commedia. In tale situazione di recessione emergono nuove personalità cinematografiche, provenienti dal piccolo schermo, che in breve tempo raggiungono una notorietà portando nel cinema una ventata d’aria fresca in cui c’è un filo invisibile che collega le commedie dei nuovi protagonisti a quelle dei vecchi, e come nella chimica anche nel cinema nulla si crea è nulla si distrugge, sia pure alla luce di un nuovo umorismo.

Tra i nuovi volti emerge quello di Antonio Albanese, che conquista rapidamente le simpatie del pubblico attraverso i personaggi che fanno parte della popolare trasmissione “Mai dire gol“, condotta dalla Gialappa’s Band, in cui Albanese mette a punto, con una solida e maniacale preparazione basata sul linguaggio del corpo è una comicità surreale, una serie di “Macchiette”, tra le quali suo pezzo forte è quella del timido e gentile “Epifanio“, che vive nel suo mondo di solitudine assoluta.

epifanio

Un uomo ingenuo, di quella ingenuità diventata trasgressiva, chi vive la sua vita in modo semplice senza tante ambizioni particolari, un tipo che sembra matto, ma non lo è. Nel 1996, Antonio Albanese, fa del suo primo personaggio il protagonista in : “Un uomo d’acqua dolce“, da lui diretto e interpretato in una storia che strizza l’occhio a : “Letto a tre piazze” del 1960, interpretato dalla coppia Totò e Peppino De Filippo, per la regia di Steno.

Letto_a_tre_piazze

Mi guardo allo specchio e penso che non mi assomiglio per niente. Non mi stupisce fra tutti quelli che conosco sono una persona che mi assomiglia di meno.

( Antonio Albanese )

Antonio, maestro di scuola elementare, per soddisfare la “voglia” della moglie Beatrice, in dolce attesa, di assaggiare dei funghetti, si reca al supermercato per acquistarli. Mentre si appresta a salire dalle scale mobili, un uomo, involontariamente, fa cadere sulla sua testa un pacco da 10 kg di zucchero. Ripreso dallo svenimento Antonio perde completamente la memoria iniziando a vagare senza meta per la città. Il suo vagabondare dura 5 anni e quando torna a casa tutto è cambiato. La moglie, stufa di aspettarlo si è rifatta una vita, insieme alla figlia, con un nuovo compagno, Goffredo, un cantante lirico.

goffredo

Antonio, dopo aver recuperato la memoria, cerca di riallacciare il rapporto con la moglie e la figlia che non ha visto nascere, la quale trova molto simpatico il proprio padre. Col passare dei giorni aumenta l’intolleranza di Goffredo alla presenza dell’ex marito. Alla fine, dopo aver capito che Beatrice non riesce a dimenticare Antonio e che la bambina preferisce la compagna del padre, decide di andarsene. Beatrice dopo la partenza di Goffredo, se la prende con Antonio che, certo che nessuna delle due lo voglia ancora lì, sceglie a propria volta di partire, quindi si allontana nuovamente mentre moglie e figlia restano in silenzio. Beatrice però è serena perché sicura che tornerà presto e lo dice anche alla bambina. Infatti, Antonio, dopo aver percorso molta strada a piedi, si ferma e, voltandosi, inizia a correre per tornare da Beatrice e Tonina.

Albanese 1

Ti devo dire due parole, solo due parole che escono dal cuore: la prima è TI. La seconda è AMO.

( Antonio Albanese )

Il film si apre, con le musiche composte da Nicola Piovani, con Antonio che, dopo una mattinata scolastica, torna a casa in sella del suo motorino, attraversando il Parco Sempione per poi infilarsi in un percorso di stradine nei pressi dell’Arco Della Pace, superando inconsciamente i pericoli della strada, che rendono omaggio al cinema delle “Comiche”. La panetteria all’esterno della quale, pedinando la moglie, Antonio vede per la prima volta la figlia, si trova in via Gerolamo Turroni. Il ristorante dove Antonio vede il nuovo compagno di Beatrice è il ristorante Al Garghet in via Selvanesco in località Cascina Selvanesco-Gaggiano. Il negozio dove Antonio cerca un CD : “Sostanzialmente underground, molto underground” è lo storico, oggi scomparso, ‘Dischi Rasputin’ in Piazza Cinque Giornate. Le altre location toccate da Antonio, nel suo girovagare senza memoria, sono state realizzate sulle sponde del Lago di Como, sul ramo di Lecco, luoghi molto amati da Albanese essendo nato a Olginate.

La filmografia di Antonio Albanese è particolarmente legata a Milano, tornando a girare come protagonista del film : “Contromano“, da lui diretto, uscito in sala il 29 marzo 2018.

 

Ma questa è un’altra storia…

“A ben Arrivederci”

Joe Denti