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Sentieri di Celluloide : Ieri, oggi, domani

Rubrica a cura di Joe Denti - Narratore della storia del cinema

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Sentieri di Celluloide

 – Milano nel cinema –

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“IERI, OGGI, DOMANI”

ieri oggi domani locandina

Loren-De-Sica-Mastroianni

La letteratura ha scoperto da tempo questa dimensione moderna che puntualizza le minime cose, gli stati d’animo considerati troppo comuni.

Il cinema ha nella macchina da presa il mezzo più adatto per captarla.

(Vittorio De Sica)

mastroianni

Le esperienze si possono anche leggere: non c’è bisogno di farle tutte di persona.

(Marcello Mastroianni )

 

Loren

L’immaginazione dell’uomo è la miglior arma della donna.

( Sophia Loren )

Durante la 37° edizione della cerimonia degli Oscar, tenutasi il 5 aprile 1965 a Santa Monica, al Santa Monica Civic Auditorium, presentata dallo spumeggiante comico Bob Hope, l’ Academy Award aggiudicò la prestigiosa statuetta come miglior film straniero a: “Ieri, oggi, domani“, diretto da Vittorio De Sica, che mise in bacheca il suo terzo Oscar, dopo “Sciuscià”, nel 1948, e “Ladri di biciclette“, nel 1950, per poi conquistare il quarto nel 1972 con “Il giardino dei Finzi Contini”. “Ieri, oggi, domani“, prodotto da Carlo Ponti, è tra le più spensierate commedie dirette da De Sica, dove affiora il gusto della presa in giro della società italiana, in cui la donna è sempre al centro del quadro, dominante degli spazi, relegando negli angoli la controparte maschile. Il film è articolato in tre episodi, dedicati alla figura femminile, ambientati in altrettante città particolarmente care a De Sica: Napoli, Milano e Roma, tutti interpretati dalla coppia formata da Sophia Loren e Marcello Mastroianni.

Meglio rompere una promessa di matrimonio che un servizio di piatti dopo sposati.

( Vittorio De Sica )

Vittorio-De-Sica

La felicità consiste nel poter dire la verità senza far mai soffrire nessuno.

( Marcello Mastroianni )

Marcello-Mastroianni

Io vinco sempre. Come diceva sempre De Sica, sono una natura vincente.

( Sophia Loren )

Loren Desica

Adelina.

Il primo episodio, scritto da Eduardo De Filippo, ispirato alla vera storia della contrabbandiera napoletana Concetta Riccardi, che per evitare il carcere ebbe ben 19 gravidanze, continuando il suo mestiere di venditrice di sigarette di contrabbando fino alla sua morte, avvenuta nel novembre 2001, all’età di 78 anni, è ambientato nel quartiere di Forcella a Napoli, e a differenza della realtà, Adelina non finirà in prigione fino a quando il marito Carmine non cederà sessualmente.

Il sex appeal è al 50% ciò che hai, e il 50% ciò che la gente crede tu abbia.

( Sophia Loren )

Anna.

Il secondo episodio, sceneggiato da Cesare Zavattini, tratto dal racconto “Troppo ricca”, di Alberto Moravia, vede protagonista una ricca signora milanese che intrattiene una storia amorosa con un uomo di modeste condizioni, quasi per cercare una sorta di evasione dal suo arido mondo, ma basterà un banale incidente automobilistico perché la donna riveda il suo vero valore del rapporto pseudo-amoroso.

Tutto quello che vedete lo devo agli spaghetti.

( Sophia Loren )

Mara.

Il terzo episodio, sceneggiato da Cesare Zavattini, è ambientato a Roma, in un appartamento all’ultimo piano di uno storico palazzo di Piazza Navona, abitato da una squillo d’alto bordo, accanto alla terrazza di un seminarista che si invaghisce di lei con totale disapprovazione della nonna, con la quale il giovane vive e che odia la ragazza per la sua professione. Mara sta al gioco, ma si accorge di aver commesso un errore quando Umberto minaccerà di abbandonare gli studi per trovare fino in fondo le gioie della vita secolare.

Alla fine ogni cosa si sistemerà per il meglio. Lo spogliarello di Sophia Loren, sulle note di “Abat-jour“, cantata da Harry Bright, è entrato nell’immaginario collettivo come il miglior striptease del cinema, consegnando l’attrice a sogno erotico di milioni di spettatori. Nel ruolo della nonna, Tina Pica, tra le più celebri caratteriste del nostro cinema, unica attrice italiana ad aver avuto il suo nome nel titolo di un film: “La Pica sul pacifico“, diretto da Roberto Bianchi Montero, nel 1959.

Non sono italiana, sono napoletana! E’ un’altra cosa!

( Sophia Loren )

L’episodio dedicato ad Anna, girato a Milano, in una splendida giornata di fine inverno, si apre con la ricca signora alla guida della sua Rolls-Royce che attraversa, partendo da Piazza del Duomo, Piazza della Scala, Piazza della Repubblica, Piazza Duca d’Aosta per imboccare viale Tunisia, per raggiungere poi via Ludovico il Moro, dove si incontrerà con l’amante. L’ incidente contro un trattore, che segnerà la fine di un effimera storia d’amore avverrà sul tragitto verso l’autostrada A8 all’altezza di Lainate. Sophia Loren e Marcello Mastroianni torneranno a lavorare insieme a Milano nel 1969, in “I girasoli“, sempre diretti da Vittorio De Sica.

 

Ma questa è un’altra storia…

“A ben Arrivederci”

Joe Denti