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Una ragazza lasciata a metà al Teatro Out Off

Racconto straziante di una ragazza vittima della violenza familiare.

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Dal 3 all’8 aprile al Teatro Out Off andrà in scena lo spettacolo Una ragazza lasciata a metà.

La pièce é tratta dal romanzo d’esordio dell’irlandese Eimear Mcbride Una ragazza lasciata a metà, libro rivelazione vincitore di numerosissimi premi e definito dalla critica un “disturbante capolavoro”. La storia racconta il percorso di crescita lasciato a metà di una ragazza, la narratrice, e di suo fratello, il suo “tu”.

Non ha un nome la ragazza di Eimear McBride, ma ha una voce ed è una voce potente e brutale. E’ attraverso la voce della “ragazza a metà “che fluiscono  e pulsano i pensieri di chi le sta intorno come se fossero i propri.

Lui reduce da un tumore al cervello, lei vittima di una continua violenza tra le mura domestiche, trova sfogo solo in una nevrotica espressione della sessualità. Non tanto dunque semplicemente un flusso di coscienza, ma quanto  una potente ,inconscia e ininterrotta insurrezione contro un’esistenza feroce.

Non soltanto la ragazza-narratrice di questo romanzo è una cosa lasciata a metà, ma lo è anche il suo linguaggio. La punteggiatura rompe ogni regola e convenzione letteraria  e ci costringe a un tuffo dentro la pericolosa sintassi dell’emozione.

La  protagonista racconta delle sue ferite aperte e chiede di immergersi in questo oceano di dolore e rabbia per il mondo degli adulti, lasciando a riva la paura delle emozioni crude.

Questo racconto è un intimo viaggio nei pensieri, nei sentimenti e nella sensibilità caotica di una ragazza  vulnerabile e “quasi” perduta. Il romanzo, inoltre, è fitto di preghiere che entrano  nel discorso della narratrice: preghiere abbozzate, preghiere interrotte, preghiere originali (appare spesso il Salve, Regina). Si potrebbe dire quasi che questo libro intero è il tentativo di tessere una preghiera. Non verso il Dio cristiano, ma verso quel “tu”, il fratello sull’orlo del precipizio.